Mi avvicino con un certo timore a questa recensione, fra l'altro la prima che faccio di un fumetto, solitamente se ne occupa la bella RED [che fra l'altro vi invito a seguire perchè scrive cose degne d'esser lette], ma trattandosi di un bestione da sei volumi stavolta provo ad anticiparla finchè la memoria è fresca.
Con un totale di 2248 pagine, incluso circa 1/3 dell'ultimo volume per la cover gallery e 1/8 del quinto per la mini Molly & Poo, non è una lettura per persone che cercano la storiella leggera, sia per la sua voluminosità sia per l'argomento e per il modo in cui è stato trattato, sebbene questo non significhi che i volumi manchino d'ironia.
Leggere Strangers in Paradise è un po' come sbirciare a casa di amici, un po' come vedere una Serie TV a la Scrubs o How I Met Your Mother. Sarebbe ingiusto farla durare poco ed impossibile farla essere sempre veloce ed originale.
Lo stesso Terry Moore [autore fra l'altro anche degli ottimi Echo e Rachel Rising, disponibili anch'essi grazie alla casa editrice Bao Publishing, il primo come unico volumone e il secondo arrivato al numero 6] ironizza con furbizia durante la storia sulla sua ciclicità e inverosimiglianza, giustificandosi da un lato e offrendo anche al lettore più adirato una sorta di simpatica palma della pace.
Ma torniamo a noi, e al fumetto in se. Per metterla in breve, Strangers in Paradise è la storia di Katchoo [Katina Choovanski per i nemici e i rompicoglioni], Francine e David, alle prese con la vita. Sebbene questo sia riduttivo, rispecchia uno dei pochi punti deboli del fumetto: per quanto l'autore l'abbia riempito di personaggi secondari di rilievo, di situazioni d'azione sul filo del paradossale, colpi di scena telefonati e non, tutto si riduce alla vita dei tre.
Che questo dia fastidio o meno, come sempre, sta al lettore. Mentre mi decidevo a dire la mia è stato facile sentire su internet altri dire tutto e il contrario di tutto su una serie che quantomeno, evidentemente, non lascia indifferenti.
Non voglio dilungarmi troppo con la storia, sia per evitare possibili spoiler, sia perchè alcuni volumi li ho letti anche un anno fa e la portata delle cazzate che potrei dire sarebbe enorme. Ci sono di mezzo storie fra donne, roba di mafia, fughe in culo al mondo, pittura e tonnellate di soldi.
La situazione continua a non esservi chiara? Bene, era la mia intenzione.
Non condivido molto la presa di posizione di alcuni sulla questione della storia lesbica. Cioè, perdiamo due minuti a chiarire cosa significa: c'è di mezzo l'amore fra due ragazze? Vero. Ma è riduttivo, e forse anche errato, chiamarla storia lesbica, perché ci sono anche tutta una serie di cose che non la rendono tale, nel bene e nel male.
È una storia che parla di ragazze che si amano, scritta da un uomo, quindi beh, non credo si possa definire una storia lesbica. Ma questo potrebbe essere un bene per quelli di voi che "non avrebbero mai posato le mani su una storia lesbica", così potete godervi un bel fumetto senza rompere i coglioni.
A quest'ora dovreste esservi resi conto che non faccio recensioni di solito perché non sono in grado di affrontarle con il dovuto distacco e la professionalità che dovrebbe avere chi fa recensioni, parlo sempre di quello che provo io a riguardo, e quello che ho provato è stato... Beh, è stato tante cose. Bello, sicuro, triste anche, intenso soprattutto. Ho vissuto con i miei amici Katchoo, Francine e David, oltre che Mary Beth, Casey, Freddy e gli altri, quello che forse avrei vissuto con Friends, se mi fosse piaciuto [alza le mani per evitare il linciaggio].
C'è qualche problema in giro, o più che altro cose tirate nel mezzo nei volumi precedenti che poi finita la serie hanno bisogno di un po' di ragionamento per essere forzatamente messe a posto; qualche canzone qua e là che va bene l'ambientazione però ogni tanto stancano; i pezzi in prosa che svelano un lato da scrittore puro dell'autore del quale a volte avrei fatto a meno...
Questo viene bilanciato però dalle anatomie tutt'altro che supereroistiche dei protagonisti [e che Odino ce ne scampi e liberi in questo senso si, è un fumetto femminista] e dagli altri lati assolutamente positivi dell'opera, dalla sensazione, girata l'ultima pagina, di aver perso il contatto con degli amici, di voler fare una telefonata a Katchoo per vedersi in un bar e chiacchierare un po' di come va la vita. Fra l'altro la maturazione dello stile dell'artista perdura per tutta l'opera, portandolo man mano ai livelli delle sue opere successive.
Cosa dire per chiudere quella che forse non merita neppure il titolo di recensione? Ruberei vilmente l'impostazione di RED sui vari Consigliato a e Non Consigliato a, ma non saprei cosa diamine scrivere. Lo consiglio a tutti. Se vi piace il genere lo amerete, se non vi piace pazienza, se pensate che possa piacervi non vi deluderà, se pensate che non possa piacervi dategli almeno uno sguardo. Io ho cominciato così, non mi fidavo di leggere una storia romantica, l'ho preso nel periodo in cui acquistavo qualunque cosa chiamata bella da qualcuno, con Strangers in Paradise m'ha detto culo.
Non sarà un viaggio a velocità luce su un'astronave, sarà una corsa sulle montagne russe, piena di salite, discese a picco e momenti di stallo aspettando che passi l'altro vagone.
Ma non me la sento di lasciarvi scappare l'opportunità di leggerlo.
Ci vediamo al bar?
P.S. Vale la pena dire che, secondo le ultime news di Bao, Terry Moore sarà in italia a Maggio 2016, a valle della pubblicazione del volume Strangers in Paradise Kids. Che dire. Aspettiamo e speriamo che venga nei dintorni!



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